La lettera dell’amato / In riva al viaggio
Da un Capo all’Altro verso Genova Mia amata, qualcuno mi apre un cassetto e fa cenno di avvicinarmi.
Da un Capo all’Altro verso Genova Mia amata, qualcuno mi apre un cassetto e fa cenno di avvicinarmi.
Ciao Predrag Matvejević // Mia amata, in autunno sul corpo infreddolito della terra gli alberi hanno posato il loro manto di foglie.
Mia amata, ho nostalgia dei luoghi che ho lasciato e avverto la distanza di quelli in cui mi trovo.
Mia amata, dietro quella tenda ci sono le lettere che non ho mai spedito. Sono appese a imposte mai spalancate e testimoniano il fatto che non sempre è necessario essere fuori, per conoscere l’Aperto.
Mia amata, mi muovo con delicatezza in mezzo agli autunni. Cammino piano per non svegliare i bambini sotto le foglie.
Mia amata, una donna ha appena finito di sospirare e il suo fiato d’inverno non dilegua.
Mia amata, cammino come se sognassi tra persone che non si girano.
Di seguito una brevissima intervista realizzata durante lo scorso Festival della Letteratura di viaggio, a Roma. Clicca qui
Mia amata, sono da poco rientrato. Nel tentativo di scriverti questa lettera sto provando a rimestare dal fondo delle mie indolenze, parole che avverto indisponibili.
Fino al 30 luglio è in corso a Matera “Nessuno resti fuori“, un festival che i suoi bravissimi organizzatori definiscono di teatro, città e persone. In questo loro tentativo di coniugare tre temi potentissimi, ho avuto il piacere di partecipare a una chiacchierata con Gigi Gherzi e Alessandro Argnani e Alessandro Renda del Teatro delle Albe. Abbiamo parlato di città,… Read more »